Cremonese di nascita (1932), frequenta l’Istituto Paolo Toschi di Parma e in seguito con una saltuaria presenza l’Accademia di Brera nel corso di pittura di Pompeo Borra. Dalla fine del 1957 vive a Parigi, dove lavora per alcuni giornali e ottiene uno studio di pittura presso la Maison d’ Italie all’interno della Cité Universitaire e dove tiene le sue prime mostre personali. Agli inizi del 1960 rientra a Milano. Attenta a quanto avviene attorno a sé, percorre sempre un cammino indipendente, senza identificarsi in gruppi e movimenti, che avvicina solo per brevi periodi. Grazie all’amico Bepi Romagnoni entra in contatto con la Galleria Bergamini, che ospita nel maggio 1962 la sua prima personale, cui ne seguono altre negli anni successivi.
Letteratura, poesia e soprattutto viaggi ben poco convenzionali completano negli anni la sua formazione e arricchiscono la sua poetica.
Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui nel 1966 il premio all’XI Concorso Nazionale di Pittura Premio Ramazzotti e nel 2009, organizzato dal Museo della Permanente, “Scultura nella città. Progetti per Milano”. E’ invitata nel 1965 alla IX Quadriennale d’Arte di Roma e nel 1986 espone alla XLII Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia nella rassegna “Arte e Scienza Arte e alchimia,” curata da Arturo Schwarz. Moltissime le rassegne che documentano la sua instancabile attività, la sua urgenza di esprimere il suo ricco mondo interiore. Tra le molte, oltre a “Transiti e incontri”, Museo Diocesano, Milano 2014 e “Concerto per Sofonisba”, Museo del Violino, Cremona 2016, si ricorda “Athanor” alle Gallerie d’Italia di Milano nel 2022. Nel 2024 è stato presentato al Museo del Novecento di Milano il “Catalogo ragionato dell’opera di Gabriella Benedini” a cura del Comitato scientifico dell’ Associazione Gabriella Benedini, formato da Paolo Bolpagni, Luigi Cavadini e Mariateresa Chirico che nasce come conseguenza del lungo e costante lavoro condotto dall’Archivio dal 2007. Nell’autunno 2025, l’ultima personale, “L’inverno di Persefone. Mito e cultura del contemporaneo”, alla Castiglia di Saluzzo, promossa dalla Fondazione Garuzzo.